Numeri Utili - Periodo emergenziale COVID-19

- RECAPITI TELEFONICI A CUI SI PUO’ FARE RIFERIMENTO -

SINDACO Avv. Santina Lattuca 320 067 4223
PROTEZIONE CIVILE Geom. Vincenzo Cottone 347 464 9121
AFFARI GENERALI, RELAZIONI CON IL CITTADINO e ARO Arch. Giuseppe Vella 320 314 1196
AFFARI FINANZIARI TRIBUTI Dr. Salvatore Alesci  333 263 2978 
LAVORI PUBBLICI e SERVIZI MANUTENTIVI Arch. Salvatore Gaipa  346 841 0189 
URBANISTICA e AMBIENTEDI P.O. IV SETTORE Geom. Francesco Fugallo   328 808 7898
UFFICIO INFORMAZIONI   0922 810 888

Posta Elettronica Certificata (PEC): protocollo.realmonte@pec.it
Posta elettronica: comunedirealmonteaagg@virgilio.it

Avviso per gli utenti - Periodo emergenziale COVID-19

A causa dell’aggravamento della situazione legata all’epidemia da CoViD-19, si avvisano gli utenti che al fine di regolamentare l’ingresso presso gli Uffici del Comune, dal 26 ottobre p.v. sarà obbligatorio concordare con i funzionari/dipendenti interessati un appuntamento.
E’ fatta eccezione per i casi urgenti e indifferibili e per le esigenze connesse con i servizi essenziali (decessi, nascite, etc.) per i quali è comunque sempre raccomandata una preventiva intesa con l’Ufficio Anagrafe.


Al momento dell’ingresso al Municipio l’utente dovrà sottoporsi alla misurazione della temperatura corporea (che, se maggiore di 37,5° C, comporterà il divieto di entrata), esibire un proprio documento di identità e ricevere le opportune istruzioni circa le modalità di raggiungimento dell’Ufficio destinatario e di uscita dal Municipio.

Si sollecita, altresì, un maggiore utilizzo della posta elettronica certificata (PEC), indirizzo:
protocollo.realmonte@pec.it, per la presentazione delle istanze.

Per contattare i dipendenti cliccare sul seguente link

La fondazione del paese

Nel 1681 la Sicilia era un dominio spagnolo; a regnare era Carlo II° di Spagna che aveva anche il titolo di Re di Sicilia.

A Palermo il Viceré era Francesco Bonavides, conte di Santo Stefano.

Il novello paese di "Montereale" (così dapprima fu chiamato in onore dei Monreale) fu fondato nel 1681 per volontà di don Domenico Monreale e Montaperto duca di Castrofilippo, tramite l'acquisizione del "Diritto di Mero e Misto Imperio" prima, e il rilascio della "Licentia fabricandi et populandi" dopo.

 

Dice il Gibilaro: "...Il 4 giugno 1680 don Domenico Monreale, acquistava il Diritto di Mero e Misto Imperio sul territorio della Mendula esistente nella Val di Mazzara, posto nel territorio della città di Girgenti, confinante col territorio di Favonia ( forse Fauma), il territorio di Monterosso, il Territorio di Durrueli e la spiaggia del mare, con la facoltà della giurisdizione criminale alta e bassa, colla possibilità di nominare ufficiali in Ampla forma. Il diritto era rilasciato a don Domenico Monreale in perpetuo; il prezzo convenuto fu di onze 68...

A proposito della licenza populandi, essa veniva data come premio per i servizi resi alla Spagna; in seguito però i permessi venivano venduti e il prezzo variava da 100 a 400 onze. Uno degli stimoli che portava il feudatario a fondare una nuova terra era quello della sua promozione ai gradi superiori della gerarchia feudale; infatti chi riusciva ad edificare un nuovo centro e a costruirvi a proprie spese (almeno 80 case, aveva diritto al titolo di principe e ad un seggio nel parlamento siciliano e veniva altresì promosso Grande di Spagna. I motivi principali che portarono il governo spagnolo a promuovere la fondazione di nuove città furono sia gli introiti ricavati dalla vendita delle "Licentiae", sia la sistemazione del grande esubero di popolazione causato dalla crescita demografica del XVI° secolo.

Citando ad esempio la comarca di Agrigento essa passò dai 16.972 abitanti del 1583 ai 34.849 abitanti del 1714 (+106,78 %).

Per quanto si riferisce a Realmonte, la licentia Fabricandi fu concessa a Domenico Monreale il 14 agosto 1681, dopo la sua richiesta del 9 giugno dello stesso anno, questo perchè fu necessario chiedere preventivamente il parere ai Giurati di Naro e di Agrigento. Questi ultimi espressero parere negativo, perchè ricadendo il territorio nel demanio della città, la sua separazione avrebbe tolto alla stessa gli introiti derivanti dalle imposte esatte nel feudo. Per fortuna l'istanza Agrigentina fu rigettata. "...il diritto fu concesso a Domenico Monreale e ai suoi successori in perpetuo, al prezzo convenuto di 150 onze da destinare per servizi ed aiuto alle fortificazioni di questo Regno. Esso prevedeva la possibilità di abitare e popolare con persone dei due sessi il territorio della Mendola, recintare terreni, denominarli, esigere ogni gabella; nominare il Castellano, il Segreto, il Capitano di Giustizia, i Giudici, i Giurati, i Fiscali e tutti gli altri Ufficiali necessari ed opportuni, fare macellare nei pubblici macelli due giovenche la cui carne doveva essere venduta ai prezzi stabiliti nelle Regie Prammatiche. Il Monreale veniva altresì nominato Capitano delle Armi nel territorio della Mendola, carica, che passava automaticamente ai suoi successori. Veniva stabilito che non potesse essere ospitata nella terra aliqua turba sociorum (nessun gruppo di uomini radunati in banda), ne soldati di piedi, a cavallo, sia con l'armatura leggera ordinaria o straordinaria sia soldati siciliani che del Tercio Spagnolo...".