Età Romana

A pochi km dall'abitato di Realmonte, si trovano i resti di una Villa Romana; collocata direttamente sulla spiaggia, si articola attorno a un cortile centrale, fiancheggiato da colonne, al centro del quale si riconosce l'impluviumIntorno al cortile si dispongono i vari ambienti : alcuni di questi hanno il pavimento impermeabilizzato con marmi intarsiati, altri con mosaici policromi che rappresentano scene e divinità marine.

 

La villa venne individuata nel 1907 durante i lavori per la costruzione della ferrovia Porto Empedocle-Siculiana-Castelvetrano; furono rinvenuti resti di pavimenti e mura antiche appartenenti ad una villa romana che gli esperti, successivamente, datarono come risalenti al sec. d.C.

Per lungo tempo le cose si fermarono e poiché i mosaici, per preservarli dalle insidie degli agenti atmosferici e da quelle dei malintenzionati erano stati ricoperti con uno strato di terra, praticamente nessuno fece più attenzione a quegli antichi resti.

Una piccola novità si ebbe durante il regime fascista, nel 1924,quando il nuovo proprietario del terreno limitrofo, l’Onorevole avvocato Enrico La Loggia, propose al Governo di costruire una artistica tettoia poggiante su colonne per preservare le dette antichità e contemporaneamente farne fruire il pubblico. Ma la cosa non ebbe seguito. 

Doveva passare ancora oltre mezzo secolo perché il discorso della Villa Romana di Realmonte fosse ripreso ed il merito é da attribuire alla Soprintendenza alle Antichità di Agrigento, la quale, nel 1979, affidò l'incarico ad una équipe di archeologi giapponesi, guidati da Masanara Aoyagi, di riprendere i lavori in quella zona.

La missione giapponese, nel giro di pochi anni, portò alla luce l'intera struttura e i resti mortali di una donna.

Resta ancora da esplorare la zona a nord della linea ferroviaria adiacente alla villa dove si pensa possano esistere dipendenze della villa stessa o altri edifici.

Altri reperti archeologici quali un'artistica fontana, dei mosaici, anfore e statuette di varie dimensioni, sono stati riportati alla luce alcuni anni fa durante una precedente campagna di scavi.

L'edificio, come asseriscono gli archeologi, comprende un corpo residenziale composto da "un'exedra peristylium" e da un "tablinum" nonché da ambienti adibiti a terme (natatio, frigidarium, tepidarium, calidarium), nella zona ovest della villa.

Alcuni mosaici rappresentano "Posidone" su un ippocampo, mentre più a nord vi è raffigurato il mitico Tritone dal corpo per metà pesciforme che viene portato su da un cocchio tirato da due enormi mostri marini.

La presenza del complesso termale all'interno della villa stessa, testimonia il benessere economico e l'elevata posizione sociale di chi vi abitava.

Vista d'insieme.
Vista di mosaici e semicolonne.